Neurodivergenze: cosa comportano davvero?

Autore:

neurodivergenze cosa comportano

Negli ultimi anni il termine “neurodivergenza” sta entrando sempre di più nel linguaggio scientifico quando si parla di sviluppo tipico e atipico.

Nasce infatti con l’intento di depatologizzare l’autismo e l’ampio spettro di manifestazioni che quest’ultimo può avere e si è gradualmente espanso anche ad altre condizioni che comportano uno sviluppo atipico, quali ADHD, DSA e plusdotazione.

Le differenze negli individui neurodivergenti si possono notare già dall’infanzia nelle relazioni, nel linguaggio, negli interessi, nella comunicazione non verbale e tanto altro.

È importante però ricordare che ciò non significa che la neurodivergenza venga sempre intercettata nella prima infanzia, è in crescita infatti il fenomeno di adulti AuDHD (con doppia diagnosi di autismo e ADHD) che chiedono una consultazione: spesso infatti, con l’aumentare delle richieste a scuola o sul lavoro, emergono sempre di più le difficoltà che l’individuo in precedenza riusciva a compensare. 

È facile immaginare un alunno autistico, con ADHD o DSA come distratto, disorganizzato, isolato dai compagni e con scarso rendimento scolastico, ma tale visione non è sempre accurata, esistono infatti studenti neurodivergenti che appaiono come brillanti e puntuali, arrivando a una diagnosi solo più avanti nella vita o addirittura mai.

La plusdotazione, una neurodivergenza sottovalutata

Tra le neurodivergenze spesso dimenticate troviamo la plusdotazione, detta anche giftedness, che consiste in un quoziente intellettivo notevolmente sopra la media (superiore a 130) accompagnato da abilità particolarmente sviluppate in uno o più ambiti. Molto spesso non viene nemmeno richiesta una valutazione per sospetta plusdotazione, soprattutto se accompagnata da successo negli studi. Chi mai penserebbe che il proprio figlio o alunno necessiti una valutazione per essere “troppo brillante”? 

Un bambino plusdotato può infatti distinguersi per linguaggio e capacità di ragionamento superiori a quelle dei coetanei a sviluppo tipico, una spiccata curiosità, interessi vari e ampi o una memoria e un’empatia notevoli. Tuttavia un potenziale cognitivo elevato non è sempre un vantaggio, nemmeno nello studio. 

Lo studente plusdotato può eccellere con minor impegno rispetto ai compagni ma può anche sperimentare noia e bassa motivazione a causa delle richieste inferiori alle sue capacità, causando un rendimento scolastico basso o il drop out scolastico. Gli studi dimostrano inoltre che una preoccupante percentuale di plusdotati sviluppa ansia, depressione e dipendenze nel corso dell’adolescenza e dell’età adulta, specialmente se non adeguatamente supportati durante l’infanzia.

È molto frequente che i sintomi delle varie neurodivergenze si somiglino o che coesistano, non sono rari infatti gli individui con doppia eccezionalità (2E) ovvero persone che presentano contemporaneamente più condizioni del neurosviluppo.

Talvolta può essere difficile diagnosticare correttamente le neurodivergenze, uno studente autistico può presentare difficoltà negli apprendimenti scolastici proprio come il compagno con un DSA, lo studente plusdotato può apparire distratto e disinteressato come se avesse l’ADHD e così via. 

Esiste inoltre una somiglianza e sovrapposizione, specialmente negli adulti ma non solo, tra neurodivergenze e disturbi d’ansia, di personalità e dell’umore: se pensiamo a un disturbo borderline ci risulterà facile pensare all’impulsività, a una forte intensità e disregolazione emotiva e alle difficoltà relazionali, ma quanto queste sono attribuibili al disturbo piuttosto che a una neurodivergenza (talvolta non diagnosticata in infanzia)? 

Ciò può comportare a una diagnosi errata o incompleta se il clinico non ha l’accortezza giusta durante la valutazione ed è quindi importante ricordare che le neurodivergenze non sono un tema esclusivo dell’età evolutiva. I bambini, anche quelli con sviluppo atipico, prima o poi diventano adulti e ciò non li rende improvvisamente neurotipici, nemmeno qualora le loro difficoltà dovessero diminuire o se riuscissero a nasconderle e compensare.

Tantissime persone neurodivergenti hanno e possono avere una vita di successo, individuare precocemente il loro funzionamento e sostenerlo adeguatamente è indispensabile per rendere ciò possibile.

Se hai domande sui nostri corsi, online o in presenza, o sulla consulenza psicologica, non esitare a contattarci. Ti risponderemo prima possibile.

Postato in:

iscriviti alla newsletter

Rimani aggiornato gratuitamente e senza impegno su tutte le nostre iniziative, corsi e seminari.