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Casa e gioco nel mondo dei bambini: 2 workshop a Rovigo

Mamma Oca si dispera, che disordine questa sera! Per i giochi in questa stanza il posto non è mai abbastanza!

Per chi frequenta gli under 6 questa frase potrebbe risultare familiare (Mamma Oca insegna le buone maniere, Giunti ed., 2008) ma anche chi non conosce il libro potrebbe essere accompagnato dalla sensazione che “il posto non sia mai abbastanza”.

Quando arriva un bambino ad “allietare” la vita di coppia gli sconvolgimenti non sono mai (troppo) pochi. Che la vostra casa fosse arrangiata con pezzi di recupero o di ricercatissimo design, in stile bohémien o luxury, la vita “due cuori e una capanna (o reggia che sia)” è da definirsi CON-CLU-SA.

L’arrivo dell’erede porta a cambiamenti sostanziali che si riflettono anche sulla nuova gestione degli spazi, e quindi dopo un primo riassestamento del tipo “da uno a due” ne segue un altro “da due a tre..quattro..enne!”.

Quando lo spazio non è ben gestito possono crearsi conflitti e incomprensioni che portano all’indisposizione generale, quando il piccolo invece si sente accolto “in casa sua” e vive in uno spazio “a dimensione di bambino” allora la convivenza diventa più facile per tutti.

Non è necessario modificare lo stile di arredamento e abitativo della casa, né tantomeno la casa stessa! È necessario però creare spazi ad hoc, alcuni in condivisione, altri esclusivi, per tutti i componenti della famiglia, bambini compresi (non in primis). Se noi adulti sentiamo l’esigenza di avere uno spazio solo nostro in casa nostra (almeno un’anta dell’armadio!) perché il bambino non dovrebbe sentire lo stesso?

Alla base delle modifiche che possiamo apportare alla nostra abitazione non c’è la disponibilità economica ma la logica di pensiero con la quale pensiamo all’abitazione comune, una logica che deve tenere conto di tutti i componenti della famiglia.

Tutti noi abbiamo dei ricordi legati ai luoghi della nostra infanzia: la nostra camera (o il bel piumone del letto..), la taverna (o il suo grande tavolo..), la cucina (o le sue particolari piastrelle…). Di questi abbiamo un ricordo preciso, anche di dettagli che magari nessun altro ricorda. Ciò è dovuto al fatto che in questi ambienti abbiamo vissuto momenti significativi (belli o butti che siano stati) e la loro rilevanza li ha fatti imprimere nella nostra memoria. E ciò che è impresso nella nostra memoria contribuisce alla formazione della nostra identità.

Lo spazio e gli oggetti contenuti in esso hanno determinate “proprietà relazionali”, la dimensione (grande/piccolo), la posizione (vicinanza/lontananza) ecc… li pongono in relazione reciproca e tra loro e noi attraverso gli organi di senso. Essi poi vengono rielaborati dalla nostra mente, in modo soggettivo, per rappresentare e organizzare la realtà in cui viviamo.

Creare quindi un’abitazione adatta anche ai nostri figli, che risponda ai loro bisogni oltre che ai nostri, contribuisce allo sviluppo personale e della relazione familiare prima (intra moenia) e sociale poi (extra moenia).

Abitare una (la propria) casa è la possibilità che ognuno di noi ha per modellare il proprio sé.

La casa racchiude il senso materno, in quanto luogo della cura e protezione, rifugio, e il senso paterno, poiché condizione per approssimarsi agli altri e “andare” poi nel mondo. Quando la coppia diventa famiglia la casa diventa anche dei figli e un possibile strumento affettivo-educativo.

Per questi motivi, Akoè ha deciso di organizzare due workshop a partecipazione libera che affrontino proprio il delicato tema “dell’organizzazione degli spazi a misura di bambino” e dell’indispensabile tematica del gioco.

L’importanza del gioco per i bambini

Il gioco, se partecipato dai genitori, è una buona occasione per stare in relazione, per insegnare al figlio e trasmettergli strumenti perché possa comprendere ed inventarsi la vita. È uno stare insieme molto importante, è uno spazio privilegiato d’interazione tra bambino e adulto, dove entrambi si possono conoscere maggiormente, entrando ognuno nel mondo dell’altro.

Nel gioco si crea uno spazio dove il bambino parla di sé, delle sue paure e delle sue difficoltà, dando al genitore attento l’opportunità di comprendere meglio suo figlio.

Attraverso il gioco il genitore può entrare in comunicazione con la parte emotiva del figlio, utilizzando modi e strumenti che, proprio perché del gioco, evitano intrusioni ed ingerenze troppo pesanti.

WORKSHOP TRE CIVETTE SUL COMÒ

La cameretta dei bambini: quando lo spazio si fa educazione

Sabato 16 maggio, orario: 15.30 – 18.00 c/o Akoè a Rovigo Via Umberto I, 24/D

WORKSHOP AMBARABÀ CICCÌ COCCÒ

Educazione e gioco da 0 a 6 anni

Sabato 30 maggio, orario: 15.30 – 18.00 c/o Akoè a Rovigo Via Umberto I, 24/D

Costi per singolo workshop: 15€ a persona, coppie 25€.
Costi per entrambi gli appuntamenti: 25€ a persona, coppie 45€.

Posti limitati. Iscrizione obbligatoria (fino a esaurimento dei posti disponibili) entro il sabato precedente alla data del workshop.

Per qualsiasi informazione, senza impegno, contattaci a: info@akoe.it o al numero +39 340 3512899

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